martedì 8 maggio 2007

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2007: LA NUOVA SFIDA DELL'U.D.C.

E' iniziata la campagna elettorale per le Elezioni Amministrative che si svolgeranno a metà giugno.
Poco o quasi nulla viene detto tramite i mezzi di comunicazione, ma è un test elettorale molto importante, visti gli importanti rinnovi delle amministrazioni provinciali e comunali.

L'U.D.C. è impegnata attivamente in questo confronto sostenendo i propri candidati in tutti i Comuni con più di 15.000 abitanti, mentre in quelli inferiori, a causa della legge elettorale, si cerca di dare un appoggio diretto ai singoli candidati.

Test elettorale che servirà per avvallare o bocciare la nuova linea politica emersa post Congresso Nazionale del 13-15 aprile u.s..

E' un impegno reale quello che i Dirigenti dell'U.D.C. insieme al loro leader, On.le PIERFERDINANDO CASINI, hanno deciso di sostenere.

Maggiori attenzioni per il cittadino; sostegno alle famiglie; aiuti alle fasce più deboli; rivalutazione delle forme partecipative locali.....sono solo alcuni degli obbiettivi che in ogni Comune, in ogni Provincia l'U.D.C. sostiene e cerca il consenso.

Il Tuo voto può contribuire al raggiungimento di questi fondamentali obbiettivi, che sembrano essere ormai irragiungibili. Un voto che può ridare slancio al Paese in un momento storico particolare, ove colpisce di più lo scandalo o l'apparenza e la sostanza non viene più considerata.

Sono i progetti, le proposte a rendere "moderna" una società.

Per questo Ti invito a esprimere il Tuo voto per l'U.D.C..


mercoledì 4 aprile 2007

Quale legge elettorale???

La legge elettorale,approvata al termine dell'ultima legislatura, necessita di urgenti modifiche.
Le modifiche, secondo l'attuale maggioranza, devono essere compiute dal Parlamento, questo per scongiurare che il popolo italiano possa con il Referendum sancire l'immortalità del maggioritario. Su questo l'UDC è pienamente d'accordo.

Ma il problema vero che l'attuale maggioranza non vuole dire qual'è?

Non bisogna essere eperti di diritto per comprendere come una legge elettorale, denominata "PORCELLUM", senza le preferenze , non sia rispettosa dei principi democratici.

L'UDC ha sempre chiesto che si ritornasse al sistema di voto PROPORZIONALE ma CON LE PREFERENZE.

Non è difficile comprendere come il bipolarismo maggioritario che determina gli "eletti" sia in completo contrasto con un sistema di preferenze. Mi spiego meglio.

Per essere candidati nel centro-destra o nel centro-sinistra dal 1994 in poi bastava ottenere l'approvazione della coalizione. Una volta ottenuta la candidatura, la campagna elettorale era un "surplus"(di più), dal momento che le decisioni della popolazione venivano "orchestrate" a livello nazionale (giornali, televisioni, web...).

Il singolo cittadino, che si recava a votare, si trovava una scheda elettorale che conteneva il nominativo del candidato di coalizione più tutti i simboli dei partiti aderenti alla stessa.

Per esprimere la sua "preferenza" doveva semplicemente fare una "croce" o sul nominativo (prestampato) o sul un simbolo.

La possibilità di scelta veniva così eliminata. La competizione rimaneva così solo a livello nazionale tra leader.

Ma di questo il popolo italiano se ne è accorto!!!

L'ultima legge elettorale "proporzionale" ha messo in luce questo "clientelismo".

Ora la proposta del Ministro CHITI pare mantenere inalterato il sistema della NON-PREFERENZA, sistema voluto da chi il consenso ormai non riesce ad ottenerlo più, ma credo che se dovesse trovare un seguito, il singolo cittadino non esiterà a scendere in piazza.

Diamo voce al volere della gente!!!!

lunedì 12 febbraio 2007

Di.Co. quale novità?

Tra le mille problematica che il Governo Prodi sta affrontando ecco che spuntano i Di.Co. , il riconoscimento giuridico dei vincoli affettivi, che aprono la strada alle coppie omosessuali ovviamente.
Non erano possibili altre soluzioni?????

martedì 16 gennaio 2007

Legge elettorale: REFERENDUM o RIFORMA LEGISLATIVA?

Tra i mille problemi che il Governo deve affrontare inizia a farsi sentire con forza e con voce il problema del REFERENDUM sulla Legge Elettorale, approvato dalla Corte di Cassazione e in attesa della determinazione della data per il suo svolgimento.
Il Referendum così come approvato non modifica l'assetto della Legge Elettorale approvata a fine mandato dal Governo Berlusconi, infatti viene a riconoscere, qualora approvato un premio di maggioranza al partito che ottiene il maggior numero di voti, valutati in maniera proporzionale.
Questo vuol dire che l'impianto della Legge Elettorale, ovvero il Sistema PROPORZIONALE, rimane stabile. Ed è proprio questo che a determinato le dimissioni di alcuni promotori, tra cui l'On.le Bassanini, dal comitato che sostiene il Referndum, comitato del quale il principale esponente è l'On.le Mario Segni.
Il "circo mediatico" ha invece estremizzato il confronto.
Si distinguono due fazioni: coloro che sono favorevoli al MAGGIORITARIO e quindi al Bipolarismo e coloro che invece ritengono il sistema PROPORZIONALE il migliore anche se questo sancisce la fine del Bipolarismo.
Nel dibattito, il Governo, tramite il Ministro Vannino Chiti, si muove a favore di una modifica della Legge che avvenga in Parlamento, modifica che in qualche maniera deve mantenere saldo il Bipolarismo e allo stesso tempo il sistema proporzionale.
Tra i vari schieramenti politici è interessante vedere come il leader di AN, Gianfranco FINI, si sia schierato a favore della consulatazione referendaria. Sostiene, infatti, che il volere popolare è sovrano e pertanto in caso di vittoria bisognerebbe ritornare al SISTEMA MAGGIORITARIO.
Questo orientamento, libero e degno di rispetto, si contrappone a quello espresso da LEGA, F.I. e U.D.C., che sono favorevoli ad una modifica in Parlamento.
Ritengo giusto migliorare la Legge e questo si può fare solo in Parlamento. Devono essere corrette alcune storture, come l'assenza delle PREFERENZE, che permette ai Partiti di decidere a proprio piacere i candidati, togliendo il rapporto diretto tra cittadino ed eletto.
Bisogna prevedere una maggiore stabilità alla coalizione che riesce a vincere, preservando, però, le minoranze.
E' arrivato il momento di affrontare gli argomenti nelle sedi opportune e solo in ultima istanza bisogna appellarsi alla consultazione referendaria.
Bisogna avere coraggio di fare scelte chiare e precise!!!!

lunedì 15 gennaio 2007

Quale spinta RIFORMISTA dal GOVERNO???

Dopo il convegno del Governo Prodi di Caserta si è alimentato sempre di più il problema delle RIFORME.
Lo scontro pare essere tra SINISTRA RADICALE e SINISTRA RIFORMISTA.
Uno dei temi che più alimentano il fuoco è la RIFORMA DELLE PENSIONI.
Leggendo oggi il fondo di un'autorevole giornalista, FRANCESCO GIAVAZZI, anche lui membro del gruppo I VOLENTEROSI, si ripone l'attenzione su un modo diverso di fare politica.
La Politica del CORAGGIO!!!
Le tesi ormai sono arcinote e quindi ci si chiede se il Governo Prodi si logorerà a causa di questo confronto o saprà dare una svolta decisa?
Sempre nel Corsera di oggi c'è un articolo molto interessante, firmato dall'On.le CALDAROLA (DS), il quale, in maniera molto semplice e chiara, spiega le ragioni del suo dissenso al modo di fare politica nei DS, partito che come è noto andrà a congresso tra qualche mese con non pochi problemi.
I temi sono connessi tra loro. Le soluzioni sono le più varie.
E' evidente che il Paese ha bisogno di uno slancio nuovo, che possa veramente aprire le porte alla competitività e alla concorrenza.
Credo che tutti gli Italiani lo attendano.
Non comprendo perchè un parlamentare che crede nel miglioramento del Paese e incentra tutta la sua azione politica debba venire denigrat dagli alleati?
E' quello che accade, ormai quotidianamente, a CASINI e a tutto l'UDC.
Non è forse che prima dell'interesse personale e del proprio schiermamento, bisogna anteporre l'interesse di tutti e cercare su questo un dialogo?
Sono convinto che la gente possa comprendere questo e si aspetti che su alcune tematiche vi sia una convergenza "bipartisan".

Anche questo è un modo per ridare prestigio e valore alla Politica.